L'erba del vicino è sempre più verde

L'erba del vicino è sempre più verde
Fino a centomila sterline di debito universitario, stipendi inadeguati e turni deterioranti sono i motivi principali dello sciopero dei medici e del personale sanitario dell’NHS in Gran Bretagna, l’equivalente del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Tutto parte ad ottobre 2022 quando gli infermieri del Royal College of Nursing indicono uno sciopero nazionale per la prima volta in centosei anni. Il problema principale in cui incorrono è il salario decisamente troppo basso paragonato al costo della vita e alle prestazioni che in tutta l’Inghilterra, il Galles e l'Irlanda del Nord sono tenuti a svolgere (la situazione in Scozia è diversa). Il Royal College of Nursing, il principale sindacato per i lavoratori e le lavoratrici del settore, parla di un tasso di decrescita del salario di circa il 20% dal 2010. Tra i medici, invece, sono i junior doctors a scioperare (il 45% della forza-lavoro).
 
Nonostante sia opinione comune il fatto che i dottori guadagnino stipendi d’oro, non è questo il loro caso. Rispetto ai loro colleghi - i senior doctors - tutti i medici non specialisti o in fase di tirocinio partono da uno stipendio di 14 sterline all’ora, che dopo le tasse e il pagamento dell’altissimo student loan a seguito dei loro cinque anni di studio, diventano 8 sterline all’ora. Per capire quanto poco sia dignitoso, basti pensare che in Gran Bretagna un lavoratore medio di una catena di fast food come Pret A Manger guadagna almeno 14 sterline all’ora. Le richieste sono chiare: i sindacati degli infermieri chiedono un incremento del 5% (solo ¼ dell’effettiva decrescita salariale negli ultimi tredici anni), mentre i junior doctors un aumento del 28% sullo stipendio (il 98% di quello dei loro colleghi nel 2008). E il governo? In risposta allo sciopero che va ormai avanti con altelenante costanza da un anno, il governo ha reagito triplicando il numero degli “assistenti medici”, figure pagate annualmente 10.000 sterline più dei junior doctors. Il loro lavoro non prevede turni lunghi o notturni, e neanche la possibilità di prescrivere farmaci. Va inoltre aggiunto che le spese universitarie per i due anni di scuola di specializzazione che affrontano gli assistenti medici sono interamente coperte dallo Stato, che fornisce loro anche uno stipendio. Tutto questo mentre i rappresentanti più in vista del Governo rilasciano dichiarazioni in cui affermano di non avere abbastanza fondi per soddisfare le richieste degli scioperanti (forse colpa degli esperimenti fiscali della premier conservatrice Liz Truss?).
 
Gli effetti dello sciopero si sono fatti sentire fin da subito, con liste di attesa gonfie di persone trepitanti di ricevere non solo regolari visite, ma anche prestazioni mediche d’urgenza, come operazioni al cuore o trapianti. La situazione non sta facendo altro che peggiorare la già precaria condizione del sistema sanitario britannico, al collasso dopo la pandemia (altra causa degli elevati livelli di stress e di carico di lavoro del personale medico-sanitario). Tantissimi pazienti hanno visto i loro appuntamenti essere cancellati, posticipati di mesi, per poi essere operati anche un anno dopo la data prevista inizialmente. 
 
Quello che ci si chiede è perché l’informazione italiana non abbia parlato di un fatto così eclatante per una delle maggiori potenze a livello europeo. Forse perché dopo la Brexit il resto d’Europa ha perso drasticamente interesse nei confronti della Gran Bretagna? Eppure, seppur ridimensionata, continua ad avere un ruolo decisivo a livello continentale e globale. Quello che può fare un paese come l’Italia, che spesso fa riferimento all’estero solo per prenderne il meglio, ignorando le falle nei sistemi altrui, è giocare d’anticipo con un lavoro di autoanalisi. Dopo e durante la pandemia gli ospedali nazionali hanno subito gravi perdite, i medici e gli infermieri sono stati trascurati e c’è stato un bisogno generalizzato di personale (quest’estate in Calabria è stato addirittura necessario l’arrivo di medici da Cuba). E anche qui i Governi che si susseguono fanno orecchie da mercante perchè gli investimenti nel comparto sanità continuano ad essere insufficienti. Per evitare di arrivare a un punto di non ritorno dovremmo forse sfruttare la lezione degli scioperi oltremanica e ripartire dagli stipendi del personale sanitario e dall’aumento dell’organico negli ospedali. Perchè la salute per tutti - compresi gli stessi medici e infermieri - è un diritto garantito dalla nostra Costituzione.
 
 
A cura di
Flavia Dominelli