Londra, la città dei derby

Londra, la città dei derby
Andando ad analizzare le varie stracittadine europee è semplice constatare come, specie nelle grandi città, ci siano spesso terzi - ma anche quarti – incomodi oltre le due principali squadre che si contendono il dominio del luogo. Il loro appeal è però pressoché nullo. A Madrid la sfida è tra Real e Atletico; è onestamente difficile ricordarsi del Rayo Vallecano e del Getafe. E ovviamente non ce ne vogliano Almas e Tevere Calcio, ma la capitale d’Italia è notoriamente divisa tra Lazio e Roma. Una situazione, questa, che si verifica un po’ in tutte le grandi città. Tranne in una. La metropoli per eccellenza.
Londra.
Pensate che la capitale britannica annovera più di un centinaio di club cittadini. Tra tutti questi, 12 sono professionistici. Ma a differenza di Madrid o di Roma, è difficile dividere la metropoli solo in due fazioni. Qui i club sono storia, sono rappresentanza di un quartiere, di una cultura. Ogni squadra ha uno stadio che funge sì da impianto di gioco, ma anche da museo storico della società. E poco importa delle vittorie e dei trofei; ogni londinese supporta la squadra del suo quartiere o quella che rappresenta la propria classe sociale, a prescindere da tutto. Ricchi, poveri, situati a nord, sud, est o ovest. Non importa.
Non esiste città al mondo più frammentata. Non esiste nessun London F.C. a rappresentare la capitale.
Esistono semplicemente tanti, tantissimi derby.

North London Derby: Arsenal Vs Tottenham

Parliamo probabilmente del derby più famoso della capitale. La sfida tra le due compagini del nord di Londra risale a più di 130 (!!) anni fa. Una rivalità sentitissima con un preciso casus belli. Sì, perché in realtà l’Arsenal, dal 1886 al 1913, era la squadra del sud della capitale. Ma a causa di uno scarso appeal e di un numero decisamente troppo basso di biglietti venduti ogni domenica, i Gunners si trasferirono nel nord di Londra. Peccato però che quella zona fosse già occupata. Il territorio era Spurs da sempre, con un intero quartiere ebraico a sostegno (per questo motivo la squadra è da sempre vittima di antisemitismo da parte degli hooligans rivali) e con una tradizione fieramente British, nonostante appunto le origini giudaiche. Insomma, a nord era obbligatorio tifare Tottenham. Questa “invasione” non andò proprio giù ai tifosi locali, dando vita ad un odio spesso eccessivo e causa di numerosi scontri tra le
tifoserie. Le differenze culturali hanno inoltre inasprito un clima già teso. L’Arsenal fu identificato come la squadra “degli stranieri” e dal gioco terribilmente “boring”. Dal canto loro i sostenitori dei Gunners (il cannone è il simbolo del club) presero di mira i rivali per le diverse fortune sportive. L’Arsenal, infatti, annovera ben 47 trofei in bacheca (di cui però solo due internazionali) contro gli appena 24 (tre internazionali) del Tottenham. Semplici sfottò? Insomma. Per darvi un’idea, sappiate che i sostenitori dell’Arsenal hanno inventato, creato e festeggiato una ricorrenza chiamata “St. Totteringham”; ovvero il giorno in cui c’è la matematica certezza che l’Arsenal finisca sopra il Tottenham in classifica…

Il Chelsea e i suoi derby

L'unica squadra londinese ad aver portato all’ombra del Big Ben la Champions League vive molteplici rivalità in città. Eppure il Chelsea era considerato, fino alla metà degli anni '90, la squadra “povera” di Londra. E questo non era dovuto alle origini del club - il quartiere natale della squadra è anzi uno dei più ricchi - ma per le scarse fortune sportive. Ma alla fine degli anni '90 la musica cambia. I Blues, grazie anche ad una nutrita colonia italiana, iniziano a vincere numerosi trofei. Nel 2004 c’è la vera e propria svolta: il magnate russo Abramovich rileva la società, facendola diventare una delle più ricche e vincenti d’Europa. 30 trofei in bacheca, di cui ben 7 internazionali. Ovviamente il level up del Chelsea ha aumentato a dismisura l'interesse per i suoi derby, considerati prima di poco valore.
Con l’Arsenal, vista la forza sportiva ed economica dei due club, la rivalità è perlopiù solo sul campo. Molto più tesi i rapporti con il Tottenham; gli Spurs sono stati spesso oggetto di insulti antisemiti da parte dei supporters Blues. Quest’ultimi rappresentano anche la frangia più “a destra” della Capitale, e anche per questo motivo i rapporti con la curva rivale sono molto delicati.
La rivalità con il Fulham, la squadra dell’omonimo quartiere di Londra nonché la più antica della città, è invece soprattutto di carattere geografico: gli stadi delle due società sono a 2000 metri di distanza uno dall'altro. Il derby è però molto più sentito per i tifosi dei Cottagers, visto che la distanza economica e sportiva tra i due club è ormai siderale.
Discorso opposto per la rivalità con il West Ham. Qui si tratta di un vero e proprio ricchi vs poveri. Il Chelsea è infatti da sempre la squadra della borghesia londinese, con il leone araldico rampante sullo stemma a testimoniarlo. È la squadra dell’esercito, dei reduci, della nobiltà anziana e saggia della città (i Blues sono spesso chiamati aspramente "i pensionati" dalle curve rivali). Con l’avvento di Abramovich, la nomea del Chelsea è divenuta ancor più sinonimo di ricchezza e sfarzo. Qualcosa di inaccettabile per la squadra più operaia di Londra, il club più tifato dalla working class d’Albione: il West Ham.
Anche qui, il derby è inevitabilmente più sentito per la parte povera della sfida. Ma gli Hammers (i martelli sono simboli del West Ham) hanno più volte giocato brutti scherzi ai cugini in alcune sfide cruciali di Premier; per questo motivo, ormai anche i blues non guardano assolutamente di buon occhio i rivali. Rivali che, senza dubbio, meritano un approfondimento particolare...
 

Il derby tra poveri: Millwall Vs West Ham

 
"Le firm del Millwall e del West Ham si odiano più di qualsiasi altra firm"
"Come gli Yankees e i Red Socks?"
"Più come gli israeliani e i palestinesi" (dal film "Hooligans", 2005)
 
Sul finire dell’800, nell’ovest di Londra, la working class era composta soprattutto da lavoratori scozzesi emigrati in Inghilterra e da operai navali inglesi. A dividere le due categorie di lavoratori, il fiume Tamigi. Nel giro di una decina danni, prima il Millwall e poi il West Ham vennero fondate soprattutto per dare uno sfogo e un divertimento ad entrambe le categorie di sfruttati. L’idea degli imprenditori e dei capo fabbrica era semplicemente questa: far giocare i propri lavoratori sottopagati nel nascente football la sera, per apparire come datori di lavoro buoni e illuminati. Il derby tra i due tipi di operai, gli immigrati scozzesi del Millwall e i lavoratori navali del West Ham, veniva visto come uno scherzo, un divertimento, un sano folklore serale, quasi una festa di paese. Evidentemente i padroni non conoscevano bene i propri sottoposti; costretti a condizioni umilianti, i lavoratori avevano sviluppato un carattere dedito alla violenza e alla battaglia. Dare loro un derby, un avversario, un nemico con cui prendersela, fu una pessima idea.
Da allora gli ultras di West Ham e Millwall si odiano in maniera viscerale, autentica, terribile. Gli scontri delle due firm sono famosi in tutto il mondo per la violenza e la crudeltà messe in atto, tanto da ispirare libri e film (uno ve lo abbiamo citato poco fa, consigliatissimo).
Per molti è questo il vero derby di Londra. Sicuramente non per i palmares dei due club, visto che il West Ham vanta 6 trofei (due internazionali) mentre i Leoni biancoblù hanno una bacheca vuota e militano ora in Championship.
Ma l’atmosfera poetica del calcio povero e di periferia ha un fascino incredibile. Nel nostro Paese si trovano infatti numerosi fan club degli Hammers e dei Lions. Lo scarso feeling con la vittoria, le umili origini e il senso di appartenenza attraggono tifosi e simpatizzanti da ogni parte del mondo. Ma auguriamo loro di non trovarsi mai in quei quartieri poveri nel pub sbagliato al momento sbagliato…

Tante, troppe

Vi abbiamo citato qualche squadra della capitale inglese, ma sappiate che ne stiamo tralasciando tante. Troppe. Lo spirito di Londra si riflette perfettamente nella sua divisione interna tra club. Una metropoli frenetica, popolosa, dalle mille facce. Certamente borghese e antica (Chelsea, Fulham), multiculturale (Arsenal), identitaria (Tottenham). Ma anche pericolosa. Una passeggiata sulla sponda ovest del Tamigi potrebbe farvi capire perché…
 
A cura di 
Giacomo Novelli